Acido ialuronico l’ultima novità, una scoperta tutta italiana è il suo utilizzo per l’apparato respiratorio.
L’ultima terapia contro la fame d’aria è rubata alla medicina estetica. Uno degli antiage più efficaci, sotto forma di aerosol, ripara bronchi e polmoni
Lo chiamano riempirughe, perché di acido ialuronico si parla soprattutto in medicina estetica. Ma l’ultima novità, una scoperta tutta italiana, è il suo utilizzo per l’apparato respiratorio. È appena arrivata in farmacia, infatti, la versione dell’acido ialuronico in fiale e per aerosol, un prodotto che promette di migliorare l’asma, la rinite allergica e alcune broncopneumopatie.
«Immaginiamo bronchi e polmoni come i muri delle case e pensiamo che questi si presentino come un insieme di tessuti impregnati d’acqua, l’elemento principe del corpo umano» spiega Giuseppe Petrigni, docente presso l’Istituto di malattie respiratorie del Policlinico di Milano e autore della scoperta. «Il tempo e le malattie lesionano queste strutture come picconate, facendo perdere acqua a questi organi. Così si creano crepe, cioè cicatrici, i tessuti si disidratano e respiriamo sempre peggio.
L’acido ialuronico nebulizzato è come una malta che ripara i buchi nel muro, che così ricominciano a “respirare”. Le nostre ricerche dicono che fare un aerosol 30 minuti prima dell’attività fisica permette di prevenire l’asma da sforzo». La terapia dà buoni risultati anche contro l’asma moderata (soprattutto quando è dovuta alle allergie ai pollini) e contro la rinite allergica: in questi casi l’acido occupa tutti gli spazi della parete rinobronchiale, così i pollini inquinanti trovano il posto occupato e vengono eliminati più facilmente. Infine, nella broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), malattia che danneggia i polmoni, l’uso della molecola ha permesso a tre pazienti di abbandonare l’ossigenoterapia. «L’acido ialuronico si comporta come uno spray protettivo dei tessuti, quindi i presupposti sono ottimi» commenta Gianfranco Tajana, ordinario di istologia all’Università di Salerno.
«Visto che la terapia è nuovissima occorrono però dati sperimentali conclusivi sui suoi effetti. Sebbene si tratti di molecole biologiche, che in genere hanno meno effetti collaterali delle altre, non si può escludere infatti qualche, seppure rara, reazione allergica». Quindi già ora si può utilizzare tranquillamente, ma sempre con la prescrizione e sotto il controllo del medico. Certo, questa soluzione non sostituisce, ma sicuramente integra le cure a base di antibiotici, cortisonici e altri farmaci. Non bisogna poi utilizzare le fiale con aerosol a ultrasuoni, perché simulano un effetto “nebbia” che negli asmatici può provocare broncospasmo. Per ora il nuovo prodotto non è mutuabile: 10 fiale costano 17 euro. Alessandro Pellizzari Dall’artrosi alle ustioni I risultati più innovativi per la salute l’acido ialuronico li sta dando nel campo delle malattie delle articolazioni. «Nell’osteoartrosi del ginocchio, le molecole di ultima generazione vengono utilizzate per infiltrazioni che tolgono il dolore e reintegrano il tessuto perduto» spiega il professor Gianfranco Tajana, ordinario di istologia all’Università di Salerno. «E basta un’applicazione ogni 9, 12 mesi».
Non solo: funziona bene anche come terapia per i problemi dell’anca. E si inietta persino per curare l’incontinenza urinaria e le ustioni. Nel prossimo futuro, assicurano gli esperti, lo vedremo impiegato nel campo dei processi infiammatori della pelle, come gel antidermatite, ma anche per riparare membrane molto particolari: quelle del timpano…
FONTE: Donna Moderna del 06/05/2009 N.19 – 13 MAGGIO 2009 p. 175 -Altro che rughe! L’acido ialuronico si usa per l’asma
http://www.agenziafarmaco.gov.it/aifaminesi/200905/articolo_20090506_107092148.htm
Ricerca Il professor Petrigni e le fiale a base di acido ialuronico
«E’ nato qui al Policlinico il brevetto per curare l’ asma con
l’ acido antinvecchiamento»
L’ acido ialuronico è conosciuto dalle donne che lo utilizzano per trattamenti estetici. Dopo i 30 anni degrada dal nostro organismo
È stato il primo al mondo ad aerosolizzare l’ acido ialuronico. Un brevetto internazionale «made in Italy». Da pochi giorni in farmacia è in vendita il presidio medico (Yabro, si chiama) che lo rende utilizzabile con un banale apparecchio aerosol. Poi seguirà un gel con la stessa composizione e infine ci sarà una pillola naturale derivata da un alimento. Lui è un eccellenza milanese: Giuseppe Petrigni, 65 anni, 40 dei quali passati al Policlinico dove è stato Direttore dell’ Istituto di Malattie dell’ Apparato Respiratorio. Una vita a scrutare e curare bronchi e polmoni. «Abbiamo ottenuto ottimi risultanti nella cura dell’ asma (3,5 milioni di persone ne soffrono in Italia), della dermatite atopica, dell’ acne, della psoriasi» dice il clinico. Che si lancia in una previsione che farà discutere il mondo scientifico : «L’ acido ialuronico può stabilizzare alcune malattie particolarmente gravi, se prese in tempo». E ancora: «Il suo utilizzo potrebbe modificare il rapporto tra invecchiamento e malattia». Che cos’ è l’ acido ialuronico? «Dell’ acido ialuronico ne hanno sentito parlare soprattutto le donne che lo usano per i trattamenti estetici. È uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi dell’ uomo. Peccato che dopo i 30 anni cominci a degradare. La sua mancanza provoca un indebolimento della pelle che promuove la formazione di inestetismi e rughe. Nel 1996 un amico medico mi chiama e mi dice: «Mi dai una mano a verificare se questa sostanza funziona?». E lei che cosa ha fatto? «Mi sono messo a lavorare con una squadra di ragazzi nel ramo di mia competenza, la pneumologia. All’ inizio tutto di nascosto, come i Carbonari. Non c’ erano metodiche. Avevo saputo che il professor Donati di Niguarda lo aveva usato per 5 anni nella cura delle ustioni. L’ acido è una specie di calamita che attira acqua. Parte la sperimentazione su giovani e anziani che hanno malattie con alla base processi infiammatori. I risultati sono incredibili, non registriamo un solo caso di effetto collaterale. Poi c’ è stato il congresso sulle malattie respiratorie di Firenze del 2000. «Si, lì abbiamo fatto tre comunicazioni sul lavoro che stavamo svolgendo e abbiamo scoperto che alla Columbia University stavano facendo test analoghi ma sugli scoiattoli. Grazie al professor Allegra abbiamo avuto un contatto con loro. Oggi siamo noi i consulenti degli americani». Quando è arrivato il brevetto? «Nel 2006, sempre in tandem con il professor Allegra. I risultati sono stati esposti in due congressi europei (a Stoccolma (ottobre 2007) e a Berlino (ottobre 2008)) e sulle più importanti riviste scientifiche di farmacologia clinica». Il caso più eclatante? «Quello di una signora che oggi ha 35 anni. Era venuta da me quando ne aveva 15 poi non l’ avevo più vista per 10 anni. Quando si ripresentò non sentivo neanche i suoi polmoni. A Pavia le avevano suggerito il trapianto. Io le dissi che con il trapianto aveva la possibilità di vivere 5 anni. Se fosse mia figlia, però, non glielo consiglierei. L’ abbiamo sottoposta al trattamento di acido ialuronico. La malattia si è stabilizzata. La signora si è sposata, ha fatto a tempo a separarsi e ora si sta risposando. Ha ritrovato una qualità della vita accettabile». Lei ha detto che esiste un rapporto tra invecchiamento e malattia. Cosa c’ entra l’ acido ialuronico? «Come ho detto l’ acido ialuronico è una sostanza naturale, lo fabbrica il nostro organismo. Dopo i 30 anni comincia a diminuire. Cosa succederebbe se noi – a mo di prevenzione – lo reintroducessimo nel nostro organismo?» Ma allora, se è come dice lei, potrebbe essere una sorta di barriera per molte malattie? «È esattamente quello che penso. Ci sono già buoni risultati in ortopedia, oftalmica. Ma penso che potrebbe essere una barriera naturale contro il Pm10 e per il fumo nei polmoni, una cura per l’ enfisema polmonare. Sarebbe interessante aprire un confronto con i colleghi più illuminati con i quali esplorare e sperimentare tutte le potenzialità dell’ acido ialuronico».
FONTE: Pagina 5 (30 marzo 2009) – Corriere della Sera -Berticelli Alberto
http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/30/nato_qui_Policlinico_brevetto_per_co_7_090330026.shtml















…ma potrbbe essere utile anche in un’ipertensione polmonare da sclerodermia? grazie
Ciao Alessandra,
stiamo parlando di un integratore, lo trovi in farmacia sotto forma di capsule, male non fa di certo!
Non è un medicinale anche se i benefici, in alcune condizioni, sono stati provati.
Noi conosciamo personalmente il professore, per leggere su di lui e sui suoi studi in internet ci sono molti articoli sul Prof. Giuseppe Petrigni – Policlinico di Milano.
Grazie del tuo intervento.
Lega Italiana Sclerosi Sistemica Onlus